Come diventare cattivi? Ne vale la pena?

Che palle, un altro moralizzatore che mi dirà che non c’è motivo di diventare cattivi. No, non farò così, se volete diventare cattivi vi spiegherò come fare, perché io stesso ho avuto la mia fase in cui da buono, da bravo ragazzo, sono diventato crudele e spietato.

Se oggi dovessi essere malvagio, in qualsiasi ambito, forse avrei dei problemi, ma tecnicamente saprei come fare a diventare cattivo!

Premetto che questo non è un corso per diventare un serial killer o qualcosa del genere. La cattiveria che analizzeremo potremo metterla sotto l’etichetta di pura stronzaggine, la capacità di approfittare del prossimo, e soprattutto del partner.

Perché io credo che molti di voi, proprio voi che state leggendo, vogliate in realtà fare una cattiverià d’amore, perché avete subito delle delusioni. Se è così siete fortunati perché una cattiveria in amore è un buon punto di partenza per cattiverie in ogni ambito.

Si tratta di un buon punto di partenza perché in fondo è facile da realizzare. Prendete un uomo o una donna di cui non vi importi molto, ma su cui riuscite ad avere un buon ascendente. Fatto questo seducetelo. Non dovete trattare la vittima male, per carità, ma nella vostra testa sarete ben consapevoli del fatto che state con una persona di cui non vi importa niente.
Poi lasciatela di punto in bianco. Quale cattiveria inutile, ma è il primo passo per diventare cattivi, ne vale la pena?

Adesso, fatto questo, potete passare alla fase successiva. Siate sgorbutici, ma non fessi. Quindi siate sgorbutici con chi è in una posizione, socialmente, inferiore alla vostra: ovvero in una posizione da cui non può farvi molto male.
Un bambino vuole darvi il volantino della sua chiesa? La risposta è no! Un signore chiede la carità? No. Hai cinque minuti per? NO! Potresti? NO! NO! NO!
Risposte secche e decise per poter negare l’aiuto al prossimo, quello inutile.

Ma non dimenticate i sorrisi e le gentilezze. L’ipocrisia è una grande arma in seno ai cattivi, ed è facile praticarla per via della predisposizione di ogni umano all’amicizia.
La mattina siate gentili col portiere, vi ripagherà. Fate sempre un sorriso al barista, sarete ripagati. Dite sempre grazie e prego a chi vi serve; salutate e frequentate persone in una posizione da cui potete trarre vantaggio.
Fatevi beccare involontariamente mentre aiutate il prossimo, ma senza ostentare questa generosità. Apparite modesti con chi vi vuole modesti.

Infine è il momento di trarre il massimo vantaggio dall’altrui debolezza (ignoranza, povertà, disperazione) nel rispetto della legalità. Credete forse che chi ruba per strada sia cattivo?
Molte volte è più un disperato, a volte un frustrato.
La vera cattiveria risiede nella capacità di fregare il prossimo lasciandolo senza la speranza di poter ricorrere nella giustizia.
Nel nostro paese fare una cosa del genere è molto facile, ma potreste provare in tutte le nazioni di stampo capitalistico, qualora abbiate da parte il coraggio di avventurarvi in mezzo agli squali.

Ve la sentite di fare una cosa del genere? Volete davvero diventare cattivi con il prossimo, o forse, più probabilmente, volete diventare buoni senza più essere calpesti e derisi? Io credo che la risposta sia la seconda, ma per cambiare vita in quel senso non vi resta che praticare i consigli del blog e, ovviamente, di chi parla di autostima e crescita personale con una certa competenza e passione.

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Un commento a “Come diventare cattivi? Ne vale la pena?”

  1. fred scrive: 8 ottobre 2011 alle 10:52

    Ottimo articolo pieno di utili consigli!

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