Dipendenza da informazioni: come applicare la crescita personale

Io ho una confessione da fare. Sono un drogato, un drogato di informazioni. Mi piace leggere, acquisire informazioni, ma spesso non mi capita di applicarle. E ciò mi fa stare male, perché mi sembra di aver sprecato tempo.
Ma quando faccio qualcosa, e i risultati si vedono, la cosa avviene sempre in maniera piuttosto simile. Esiste un modo per applicare le tecniche di crescita personale, e trarne profitto. La scorsa settimana abbiamo parlato dei pericoli della crescita personale, oggi parleremo come applicare ciò che della crescita personale riteniamo valido. Anche perché applicare ciò che impariamo è l’unico modo per capire se funziona e come funziona.

Ci sono dei passaggi da seguire quando si vuole imparare qualcosa e farla diventare parte integrante della nostra vita.
Solitamente chi è dipendente da informazioni fa così:

  1. Cerca di imparare tutto quello che c’è da imparare su come fare una determinata cosa
  2. Fa quello che vuole fare, cercando di applicare le informazioni imparate

E questo non funziona. Invece nella mia esperienza ho visto che le cose funzionano se faccio così:

  1. Faccio quello che voglio fare
  2. Imparo come si fa a fare quella cosa
  3. Continuo a fare e cerco di migliorare cercando di applicare ciò che ho imparato
  4. Continuo ad alternare i punti 2-3 finché non sono soddisfatto del risultato che sto ottenendo

Come potete vedere, prima ci si butta a capofitto in un’esperienza e meglio è. Ovviamente si sbaglia, ma che importa? Difficilmente vi dedicherete ad attività mortali, e anche quando sarete espertissimi sbaglierete in qualche modo. Non esiste la perfezione e migliorerete sempre.
E a tal proposito, state attenti a non cercare la perfezione. C’è stato un periodo della mia vita in cui mi ero affissato con il fitness. Ero entrato in un circolo vizioso per cui non ero mai soddisfatto di quello che sapevo, volevo saperne sempre di più, e cercare di migliorarmi sempre di più. Può sembrare una cosa positiva, ma non è sempre necessaria. Per quelli che sono i miei obiettivi in materia di fitness e salute, il “poco” che già sapevo e applicavo bastava e avanzava. Non mi alleno nel modo perfetto, ma faccio molto meglio del 90% degli individui della mia età, questo è sicuro.

L’importanza di “fare” prima di “studiare”

Voglio dedicare uno spazio notevole all’importanza di fare una cosa prima di studiare come farla.
Mettiamo che vogliate apparire più sicuri di voi stessi, cosa fate? Leggete tutta la letteratura possibile e immaginabile sull’apparire sicuri di sé? No! La cosa che fate è cercare di applicare quello che già sapete su voi stessi e su cosa dovete migliorare. Una cosa piccola e semplice, come camminare con la schiena dritta. E fatto ciò per qualche giorno, poi iniziate a consultare un po’ di letteratura. “Parlare più lentamente”, “come tenere la schiena dritta senza sembrare uno stoccafisso”, ecc. ecc. E magari non vi degnate nemmeno di sapere perché dovete parlare più lentamente o altro, lo fate e basta. Ed è così che migliorate, con questo costante avanti e indietro tra il fare e lo studiare.
E se uno non ha la minima idea di come iniziare? Allora spende 5 minuti, contati, per capire come iniziare. Appena sa come iniziare, tempo richiesto 5 minuti, applica subito quello che sa fare.
Nel breve periodo può sembrare un metodo poco efficace, ma nel lungo periodo è efficacissimo. Studiare una cosa, e rimandare il farlo, è dopotutto una forma di procrastinazione.
Senza dimenticare che se noi abbiamo fatto una cosa, quando poi studiamo come ottimizzare il fare quella determinata cosa, sappiamo già cosa vuol dire farla, in linea generale, e dove siamo carenti e dove ci dobbiamo correggere.

Ma la cosa più importante resta comunque che si fa. Solo il fare una cosa ci permette di renderla parte integrante della nostra vita, e quindi di ottenere risultati da essa.

Come fare per avere risultati velocemente

Okay, mettiamo che io stia seguendo una dieta. Facciamo che l’ho già pronta, scritta da un dietologo, e che la segua per 30 giorni. Se questi 30 giorni sono distribuiti nell’arco di un anno. I risultati saranno inesistenti. Se invece seguo quella dieta per 30 giorni di fila, i risultati saranno fenomenali.

Quello che vi chiedo di fare oggi è di decidere in cosa volete crescere, e dedicarci 30 giorni di tempo. In questi 30 giorni, non importa se vi muore il cane, se un meteorite cade sulla terra, se gli alieni vi picchiano. Non importa niente di niente. In questi 30 giorni tutto ciò che ha importanza è dedicare alla vostra crescita personale 30 giorni.

Lo strumento di crescita può essere il fitness, la dieta, il camminare con confidenza, il dire di “no” a tutti quelli che vi chiedono un favore, il disegnare. Non ha importanza. Voi decidete il vostro obiettivo, voi decidete quali strumenti sono adatti a voi, e li usate per 30 giorni. Alla fine di questi 30 giorni vi assicuro che vi ritroverete molto più avanti di chi, invece, ha fatto un giorno sì e dieci no.

Logicamente dovete seguire un minimo di programmazione. Per esempio in palestra non potete allenare lo stesso muscolo ogni giorno, altrimenti collassa. Ma potete frequentarla 5 giorni la settimana, dividendo gli allenamenti, e facendo poi due lunghe passeggiate nei due giorni di riposo. O se disegnate, disegnare Paperino ogni giorno non serve, disegnate anche una casetta o un fiore ogni tanto (anzi, disegnate un camion così poi la maestra viene a dirvi che non va bene e dovete disegnare i fiori. Stupide maestre, era pure uno dei miei disegni di camion più riusciti). Insomma tornando a noi, non bisogna fare le cose senza usare il cervello, ma devono essere 30 giorni interamente dedicati al lavorare a quella parte di voi che avete deciso di far crescere, di migliorare.

Dei 30 giorni mai saltare un giorno: l’abitudine è di vitale importanza

Sempre, e specialmente nelle prime due settimane, è di vitale importanza non saltare nemmeno un giorno. Ho già scritto come, qualunque sia il vostro stato d’animo o la vostra condizione di vita, dobbiate dedicarvi alla vostra crescita in quei 30 giorni.

Non solo per migliorare, ma proprio per creare un’abitudine. L’abitudine renderà questo nuovo aspetto di voi una parte integrante, che non perderete facilmente. Non solo ma già dopo due settimane, se saltate un giorno finite con il sentirvi male. Non sentirvi in colpa, ma sentirvi male, e c’è una grandissima differenza tra le due cose.

Se sono i primi giorni di allenamento, quando l’abitudine non è scattata, e salto l’allenamento con una qualsiasi scusa, poi mi sento in colpa. Però alla fine me ne sbatto, e l’abitudine diventa saltare i giorni, e ritorno ad essere una persona che non conclude niente.

Se invece mi alleno da tre settimane, e il mio capo mi tiene a lavoro fino alle 23:00, e la palestra è chiusa, allora quando torno a casa sento una sensazione di malessere, come se mi avessero privato di qualcosa di importante, di una vera e propria droga.

A questo livello arriva la forza dell’abitudine e la potenza di questo metodo di dedicare un giorno dopo l’altro ad una determinata attività.

Se una cosa non ti piace, o non ti interessa, non fa niente

Sentite, non si può essere bravi in tutto, e non sempre ci interessa davvero essere molto bravi in qualcosa. A volte il prezzo da pagare è troppo alto per le nostre aspettative.

Sicuramente dobbiamo sempre cercare di interessarci un minimo, e anche di più, alla nostra salute fisica e mentale. Tenere sempre attiva la nostra mente, il nostro corpo e la nostra vita sociale.

Ma se dopo 3 settimane che usciamo ogni giorno, ogni uscita è una sofferenza terribile, allora forse l’obiettivo di diventare più socievoli non è quello che fa per noi. Sicuramente dovremo mantenere un minimo di interesse verso di esso, visto che essere socievoli è importante per la sopravvivenza, ma probabilmente dobbiamo puntare alla crescita in altri campi.

Il mio personale obiettivo adesso

Da quando vivo in centro città non guido più. Il traffico è da pazzi, e la mia abilità come guidatore ne sta risentendo. E con l’arrivo dell’Estate la necessità di prendere la macchina più spesso si fa incalzante, in quanto è tempo di andare a trovare gli amici in giro per la regione.
Per questo ho deciso di prendere l’auto ogni giorno per 30 giorni. Anche solo prenderla per 10 minuti fa una grande differenza. Certo la benzina costa, ma è un prezzo da pagare per avere in cambio l’abilità di saper guidare bene.

Come vedete quindi un obiettivo di crescita personale non deve essere per forza qualcosa di totalmente rivoluzionario, a volte può essere anche una cosa semplice come guidare un po’ meglio. E lo so che se in questi 30 giorni prendo la macchina ogni giorno, poi non solo mi ritrovo a guidare benissimo da subito, ma mi ritrovo abilità che dimenticherò solo dopo molto tempo.