Lo spazio è sacro
Tutti abbiamo bisogno di uno spazio, un piccolo angolo in cui ogni tanto riflettere e fare il punto della situazione in modo da riorganizzare le idee.
Purtroppo trovare spazio diventa sempre più difficile per diversi motivi.
Uno di questi è, purtroppo, di natura prettamente fisica: la popolazione mondiale aumenta e lo spazio per noi diminuisce. Il solo stare sul pianeta costa sempre di più e le risorse, anche in termini di territorio, tendono a diminuire.
Ma, ancora peggio, c’è il problema dello spazio mentale, che è sempre più difficile da trovare a causa della mancanza di tempo. La vita è frenetica e, senza accorgercene, ci ritroviamo con sempre più impegni, sempre costretti a fare un di più per avere molto meno di quanto, probabilmente, ci spetterebbe.
Ormai la competitività ha raggiunto livelli tali che molti rimpiangono la vita semplice, ma pericolosissima, dei nostri antenati, cacciatori e raccoglitori.
Cosa fare allora per ritrovare i nostri spazi? Il modo migliore penso sia affermare la sacralità degli spazi.
Dobbiamo essere noi stessi, per primi, a capire e convincerci che abbiamo bisogno di spazio, solo in questo modo metteremo in moto la nostra volontà per crearci questo spazio.
Uno spazio fisico dove possiamo rilassarci e dove possiamo riflettere. Quante persone oggi, specie nelle grandi città, vivono condividendo anche il luogo del riposo con altre persone? Quanti, nella così detta “propria casa”, devono fare la fila addirittura per andare in bagno?
Questo può essere fonte di tanto stress, e cambiare le cose è difficile perché la vita costa sempre di più e le persone non accennano ad essere di meno: non che con questo mi auguri calamità naturali o simili abberrazioni, ma ammetto di essere favorevole al controllo delle nascite per far diminuire la popolazione nel lungo periodo.
Allora se ciò che ci manca è questo sacro spazio cerchiamocelo. Non costringiamoci in luoghi affollati come Roma, Torino, Milano, ma se è possibile decidiamo di andare a vivere in posti tranquilli, anche per fare una vita magari in apparenza più semplice.
Io ho vissuto 5 anni a Roma, per l’università, e sono stati anni infernali. Oggi, con la stessa spesa, ho un modesto appartamento (in cui però vivo solo io) in un piccolo paesino, un lavoro modesto, eppure ho trovato molti amici, ho ritrovato il tempo di poter chiamare mia madre, ho di nuovo lo spazio per fare l’amore con il mio ragazzo, ma soprattutto ho di nuovo uno spazio solitario, tutto mio, dove fermarmi e ricaricare quando è necessario per capire quale nuova direzione deve intraprendere la mia vita e fare ogni tanto il punto della situazione.
Questa oggi è una fortuna e vi auguro di guadagnarla.
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Pubblicato da: Martina Vatti, il 29 giugno 2010, in: Altro