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3 trucchi per vendere il tuo libro auto-pubblicato

Hai speso giorni per scrivere il tuo libro, ed infine, come tanti autori alle prime armi, sei stato costretto a pubblicarlo con un editore a pagamento. Adesso però vorresti riuscire a diffondere le copie prodotte il più possibile, ma da dove iniziare? Ecco 3 trucchi che possono aiutarti a vendere velocemente il tuo libro.

1. Trova il mercato di riferimento:
I posti come le librerie possono sembrare il più ovvio per vendere il libro pubblicato con editori a pagamento. Certamente bisogna portare delle copie nelle librerie locali, ma ancora più importante e portare il libro direttamente tra le persone a cui può interessare.
Per iniziare a vendere il libro cerca chi può essere interessato a comprare il tuo libro e a parlarne con gli amici.
Cerca di capire il mercato di riferimento dove compra e dove spende il suo tempo. Quali media guarda, cosa legge e dove si trova.
Crea una lista di organizzazioni, aziende o gruppi cui membri possono essere interessati al libro.
Ad esempio se scrivi un libro su come addestrare un cane dei potenziali acquirenti li puoi trovare nei negozi di animali, presso i canili, le associazioni animalistiche, ecc.

2. Dillo in giro:
Quando sei pronto a vendere il libro non essere timido. Parla del libro, porta sempre con te una copia e acchiappa qualsiasi opportunità di menzionarlo. Puoi collaborare con molte organizzazioni per promuovere la tua immagine e scatenare il passaparola.
Questo vuol dire anche regalare qualche copia, magari durante interviste di radio o tv locali o venendo coinvolto con attività di carità.

3. Prova a venderlo ad una nicchia secondaria:
una volta trovato un primo mercato a cui vendere il libro puoi trovare un altro mercato secondario che può essere interessato al tuo libro.
Prova a pensare a chi può essere interessato ad avere il libro per usarlo come regalo per amici, collaboratori e familiari.

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Come fare allenamento per la maratona

La preparazione per una maratona è un processo che richiede un sacco di tempo. Per portare te stesso nella condizione migliore per una corsa a lunga distanza, dovrai portare gradualmente il tuo corpo a sopportare l’intensa resistenza necessaria a correre per una lunga distanza. È una buona idea metter sù un programma di corse qualche mese prima della maratona a cui hai scelto di partecipare, così puoi fare progressi verso la lunghezza e la velocità di cui hai bisogno mentre resti in salute e proteggi i tuoi muscoli da eventuali danni.

Dovresti programmare di correre almeno 5 o sei volte la settimana durante il periodo d’allenamento. Molto meglio per i tuoi muscoli è correre brevi distanze più spesso che sovrallenarli con una o due giornate di esercizio intensissimo la settimana. Portando i tuoi muscoli un po’ più lontano ogni giorno, dai ai muscoli la possibilità di recuperare la notte i piccoli traumi muscolari che sono parte necessaria per acquisire potenza. Questo ti permette di andare ad ogni allenamento con più forza rispetto a quanta ne avevi il giorno precedente. Una buona idea è iniziare con sei brevi corse la settimana, e poi gradualmente allungare il percorso un paio di volte la settimana, così per 4 giorni correrai brevi distanze e per due distanze più lunghe, ad esempio la Domenica ed il Mercoledì.
Questo tipo di allenamento ti lascia il tempo di recuperare dalla fatica dovuta alla corsa a lunga distanza così che non finirai per infortunarti. Le corse brevi non devono essere molto lunghe, dai 3 ai 6 chilometri dovrebbe bastare per tenerti allenato durante le corse di resistenza.
Continua ad allenarti così da mesi prima la maratona e tre settimane prima dell’evento potrai concentrarti sulla velocità invece che sulla distanza.

Questo tipo di allenamento rigoroso può sembrare molto difficile e poco divertente. Per rimanere motivati è una buona idea prendere il tempo per apprezzare i progressi fatti. Se ti poni obiettivi troppo alti non solo rischi di non raggiungerli, demotivandoti, ma anche di infortunarti. Dunque è bene lasciare al tuo corpo il suo tempo, ma è anche giusto che la tua mente apprezzi i tuoi miglioramenti. Come parte del tuo allenamento prova a premiarti in diversi punti con un massaggio o con un pasto sano presso un buon ristorante. Questo ti permetterà di tenerti motivato e di migliorare sempre di più, pronto a sfidare gli altri maratoneti.

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Prima di fuggire dall’Italia sappi queste 5 cose

Fuggire dall’Italia. Una nazione che, per quanto bella, per quanto abbia tanti aspetti positivi anche nel suo popolo, semplicemente rende insoddisfatti troppe, troppe persone.

Tante ingiustizie, disorganizzazione, leggi oppressive, tasse alte, politici talmente malvagi che sembrano usciti da Gotham City. Tutti, ma proprio tutti.
Voler fuggire dall’Italia è la diretta conseguenza di quello che subiamo ogni giorno: sia nel piccolo e nel quotidiano, sia nel grande quando vengono promulgate leggi e provvedimenti assurdi ed inequi.

Per questo la voglia di andare via è tanta, e chi sono io per ostacolarvi? Lasciare la propria nazione di origine è uno degli stemmi del cambiare vita. Allora sarà bene che vi dia qualche consiglio per fuggire dall’Italia alla grande.

1. Puntare all’Europa: l’e

2. Sfruttare le cose buone dell’Italia:

3. Essere persone di valore: non si può pretendere di riuscire nella fuga dall’Italia se non si è persone di valore.

4. Non perdere affetti ed amici:

5. Avere abbastanza denaro:

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10 modi per risparmiare sulla bolletta della luce

Una delle maggiori preoccupazioni nel mondo oggi è la carenza di energia. Una delle nostre maggiori preoccupazioni, invece, è la bolletta della luce sempre più salata, inevitabilmente. Risparmiare energia è necessario non solo per arrivare più facilmente a fine mese, ma anche per aiutare, nel nostro piccolo, l’umanità mentre compie il passaggio verso nuove fonti di energia e nuovi stili di vita.
Risparmiare energia vuol dire creare benefici per se stessi e per tutti. Consideriamo allora di fare una delle seguenti cose:

1. Controllare il contatore. Per capire quanta energia consumiamo e dove possiamo risparmiare. Quando non siamo in casa consumiamo non solo per via del frigo ma anche per registratori, apparecchi in standby, ecc. Fare un controllo di tutto questo ci permetterà di tagliare le cose inutili.

2. Abbassare il termostato di qualche grado. Non dobbiamo morire di caldo, o di freddo, ma moltissima energia viene spesa per regolare la temperatura della casa, dunque questo provvedimento ci permette di risparmiare.

3. Controllare che la casa sia ben isolata. Gli infissi e gli spifferi aumentano il consumo di energia. Inoltre se la casa è grande, e ci sono stanze poco frequentate, è una buona idea chiudere il riscaldamento per quella stanza e la porta.

4. Piantare degli alberi intorno casa: chi ha una casa di proprietà può piantare degli alberi intorno, che rendono la casa fresca d’Estate ed isolata d’Inverno.

5. Controllare l’impianto elettrico per assicurarsi che non vi sia nulla di rotto.

6. Usare luci a basso consumo: ormai sono le uniche disponibili sul mercato ed è arrivato il momento di usarle sostituendo le vecchie e dispendiose lampadine.

7. Cambiare gli elettrodomestici: quando possibile sostituire i vecchi elettrodomestici, inaffidabili e dispendiosi, con elettrodomestici moderni che non solo permettono di risparmiare energia ma sono anche più efficenti.

8. Ricordarsi di staccare tutte le apparecchiature elettriche in standby: modem, lettori dvd, televisioni, ecc.

9. Assicurarsi di avere una doccia salva-acqua: quando si fa la doccia infatti si usa acqua calda, che in molti casi viene dallo scaldabagno. Risparmiare acqua calda vuol dire dunque risparmiare elettricità.

10. Rinnovare la casa totalmente: questo è un provvedimento costoso, ma vi sono molti materiali oggi che permettono di risparmiare molta energia. Infissi a doppio strato, pareti isolate, ecc. Tutte queste cose, insieme, se si ha una casa di proprietà permette nel lungo periodo di risparmiare energia elettrica.

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Mollare tutto? No, solo il peggio

La strada per la ricerca della felicità è lunga e tortuosa per la maggior parte delle persone. Ma impegnandosi si possono raggiungere i propri traguardi.
Arrivano alcuni momenti in cui però non ce la si fa proprio più. Ad esempio io ho vissuto uno di quei momenti quando mio padre si ammalò, il mio lavoro iniziò ad essere stressante, e tutto sembrava andare a rotoli.

È stato allora che ho cambiato vita e mollato tutto, anzi non proprio tutto, solo tutto ciò che non andava bene. Per quanto possiate essere sfigati ci sono sicuramente tante note positive nella vostra vita, che meritano di essere cercate e preservate.

La tentazione di lasciarsi tutto alle spalle è sempre forte, ma pensateci bene: volete davvero abbandonare tutti gli amici? Volete davvero abbandonare la vostra fidanzata, se ne avete una e siete con essi felici? Volete davvero chiudere la porta a tutti i familiari, anche quelli che vi vogliono bene.
Se decidete di mollare tutto non scordate allora di preservare in primo luogo gli affetti.

La seconda cosa da fare è preservare una sorta di stabilità economica. Purtroppo devo ammettere che quando le cose vanno a male spesso a traballare è la stabilità economica. Cosa fare dunque? La stabilità economica non è data solo dai possedimenti ma anche dal nostro talento. Ogni uomo ha un talento che dovrebbe cercare, capire, sviluppare ed infine usarlo per trarne profitto.
La vita tra gli uomini è basata sullo scambio non solo di averi, ma specialmente di competenze e di aiuti. Chi è allegro è sicuramente la persona adatta a servirvi il caffé la mattina, per mettervi di buonumore, chi non si arrende facilmente può trovare spazio in tanti professioni, dal medico all’avvocato.

E poi vi sono tanti talenti, umanistici, scientifici, fisici, o semplicemente strani. Tutti li abbiamo, e più di uno, anche chi nella vita non ha potuto studiare, non ha potuto svilupparli a dovere. Tutti abbiamo un talento. Quando decidiamo di cambiare vita portiamo con noi questi talenti, perché saranno dei punti di forza che ci seguiranno sempre, finché saremo in salute.

Infine ricordiamo di portare con noi la speranza. Sembra una frase banale e buonista, ma vuol dire semplicemente che non bisogna mai arrendersi e pensare che sia finita, che non si possa più migliorare. Come io ho cambiato la mia vita che avevo solo 20 anni, mia madre lo ha fatto che ne aveva oltre 50. Ed oggi io e lei, pur facendo vite separate, stiamo bene nonostante papà non ci sia più. La vita non è facile, non sembra si segue la strada giusta, ma le possibilità sono davvero infinite per chi deciderà di lottare in ogni modo, fino al sacrificio.

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