Se si diventa ambidestri si potenzia il cervello?

Qualche giorno fa mi ha scritto un lettore del sito, Romolo, che mi ha informato di un interessante fatto: diventare ambidestri sembra che migliori il proprio cervello.
Dopo aver svolto qualche indagine ho visto che effettivamente ci sono molte testimonianze positive di persone che sono diventate ambidestri e hanno visto la propria mente migliorare. Così ho chiesto a Romolo di raccontare come lui è diventato ambidestro, ed è stato così gentile da farlo. Vi lascio quindi alla sua testimonianza diretta:

Quando avevo 21 anni cioè a partire dall’anno 2002 volevo cambiare la mia vita. Ero un ragazzo timido che ha sempre avuto pochi amici. Tutto questo perché a quel tempo avevo dei gravi problemi famigliari che non mi permettevano di aprirmi verso gli altri.

Così ho cominciato a cercare su internet dei siti e dei libri che potessero farmi migliorare mentalmente e fisicamente. A quel tempo solo i libri di Michael J. Gelb, del Prof. Lawrence C. Katz, di Melvin D. Saunders e di Tony Buzan avevano destato la mia attenzione.

Tramite il sito di Saunders venni a sapere che grandi geni della storia e persone storicamente più importanti erano ambidestri. Tutto ciò mi affascinava, tra me e me pensavo: “che cosa avevano quelle persone di più degli altri? È possibile emularli?”

Queste mie domande trovarono risposta nel libro di Michael J. Gelb: “Pensare come Leonardo.I sette principi del genio“.

Sicuramente pensare di poter diventare come Leonardo Da Vinci è piuttosto pericoloso da dire…Però possiamo dire con certezza, secondo le ultime ricerche scientifiche, che il nostro cervello non è da meno. Infatti, al contrario di ciò che pensano molte persone, il quoziente intellettivo può essere migliorato. Ma non solo.

Un alto quoziente intellettivo non è sinonimo di successo. Servono poi anche altre cose per sfondare nella vita.

Ossia dobbiamo bilanciare e sviluppare tutti e due i lati del cervello: serve anche la creatività (emisfero destro) cosa che il sistema educativo scolastico tende a uccidere a favore del pensiero razionale (emisfero sinistro).

“Il concetto tradizionale di quoziente intellettivo fu una conquista all’epoca della sua formulazione, ma la ricerca contemporanea mostra che risente di due difetti significativi.

  1. La convinzione che l’intelligenza sia determinata alla nascita e immutabile. I singoli individui sono geneticamente più o meno dotati di talento in un dato settore, ma ricercatori come Buzan, Machado, Wenger e molti altri hanno dimostrato che i punteggi del QI si possono aumentare notevolmente attraverso esercizi appropriati. In una rassegna statistica comprendente più di duecento studi del QI pubblicata recentemente sulla rivista “Nature”, Bernard Devlin ha concluso che i geni sono responsabili di non più del quarantotto percento del QI. Il cinquantadue percento varia in funzione della cura prenatale, dell’ambiente e dell’educazione.
  2. La convinzione diffusa secondo cui le abilità di ragionamento verbale e matematico misurate dal test del QI (e dai test attitudinali scolastici )siano le condizioni “sine qua non” dell’intelligenza. Questa visione ristretta è stata completamente rivoluzionata dalla ricerca psicologica attuale. Nel suo classico moderno “Formae Mentis. Saggio sulla pluralità dell’intelligenza”(1983), lo psicologo Howard Gardner ha presentato la teoria delle intelligenze multiple,affermando che ognuno di noi possiede almeno sette intelligenze quantificabili […]. Questo è l’elenco delle sette intelligenze:
  • Logico-matematica
  • Linguistico-verbale
  • Meccanico-spaziale
  • Musicale
  • Corporeo-cinestetica
  • Interpersonale-sociale
  • Intrapersonale

Tratto dal libro di Michael J. Gelb “Pensare come Leonardo.I sette principi del genio“.

Leggendo quanto ho riportato sopra cominciai ad avere più fiducia in me stesso. Cominciai a cambiare mentalmente eliminando parole e frasi come: “Impossibile”, “devi essere portato per la materia x”, “bisogna sviluppare certe capacità fin da piccoli”, ecc.

OK riparto da zero e questa volta decido io la mia vita.

Diventiamo ambidestri.

Subito cominciai a capire che non era una passeggiata: ho sempre scritto con la mano destra e la mano sinistra non la sapevo usare.

Presi un quaderno e cominciai a scrivere l’alfabeto: solo tenere la penna in mano mi sembrava impossibile!

“Va bene ho capito! O la va o la spacca! Adesso ogni giorno per un ora al giorno voglio scrivere con questa mano sinistra”

E così è stato.

All’inizio il mio braccio sinistro sudava parecchio. Dopo 2 giorni sentii scattare qualcosa nella parte destra della testa. Poi a un certo punto mi sentii stanco e così feci una pausa. Riprovai il giorno successivo. Questa volta riuscì ad avere più resistenza mentale. Capì che stavo attivando delle parti del cervello che normalmente non si usano e quindi è chiaro che sentivo tutto questo “dolore”.

E’ come andare in palestra: all’inizio non avendo mai fatto body building riuscite ad alzare 70 chili? Ovviamente no! E così è il cervello: dovete allenarlo come il corpo costantemente per raggiungere i risultati. È come un muscolo anche lui. “Use it or lose it” dicono gli inglesi. Usalo o lo perdi.

Ogni giorno, ripeto, mi misi a scrivere con la mano sinistra. Prendevo un quaderno e un libro e cominciai a ricopiare una pagina del libro. Ero tornato bambino ma non mi importava. Ormai ero deciso nella mia scelta.

Dopo 9 anni di scrittura sono in grado di scrivere in quattro modi diversi. Riesco a scrivere anche al contrario con entrambe le mani.

Inoltre riesco a leggere un libro capovolto! Anche questa è un abilità che ho allenato. Come? Capovolgendo un libro e poi ricopiando il contenuto. All’inizio è difficile ma poi viene naturale. L’importante è essere costanti ogni giorno. È questa la difficoltà. Bisogna ritagliare dello spazio  per allenare la propria mente.

Posso leggere anche da destra verso sinistra le parole. La capacità di leggere al contrario, dal basso verso l’alto e in tutti i sensi di direzione è una capacità dell’ emisfero destro.

Faccio degli esempi:

“Mente” lo posso leggere anche come “etneM”

“Ambidestro” lo leggo anche “ortsedibmA”

“Dino” lo leggo “oniD”.

“Computer” lo leggo “retupmoC”

“OssoP ereggel ehcna ad artsed osrev artsinis el elorap. Al àticapac id ereggel la oirartnoc ,lad ossab osrev otla’l e ni ittut i isnesid enoizerid è anu àticapac ‘lled orefsime ortsed.”

Ho praticamente riscritto al contrario ciò che ho detto prima di “faccio degli esempi”.

Ogni volta per riversare le parole devo leggerle ma non riesco a ribaltarle nella mia mente ma con il tempo riuscirò a fare anche quello.

La mia scrittura con la mano sinistra è quasi simile a quella destra ma devo capire come rendere la grafica più chiara.

Sicuramente diventare ambidestro è molto impegnativo però ho voluto continuare perché ho riscontrato i seguenti benefici:

  1. Miglioramento della memoria
  2. Miglioramento della forza fisica
  3. Ho notato che rispetto a quando ero al liceo ho migliorato la mia capacità di risolvere i problemi di matematica. Non so se è casuale o centra questa cosa.

Ammetto che ci sono stati dei giorni che ho prolungato di più il mio allenamento e certi giorni di meno comunque sono stato costante.

Con la mano sinistra riesco a fare tutto ciò che riesco a fare con la destra l’unico limite è la scrittura. Quella richiede tempo ma non so quantificarlo.

Girando su internet ho letto che l’ingegnere indiano Amanullah riesce a scrivere due testi diversi allo stesso tempo. Ciò riusciva a farlo anche Leonardo Da Vinci e Andrei Sakharov.

Amanullah ha detto che dopo molto esercizio è riuscito a scrivere due testi diversi allo stesso tempo.

Ma quanto tempo ci ha messo? Non ha specificato nulla.

Ripeto, io so solo che l’unica cosa che non riesco ancora a perfezionare è la scrittura. Quando ci riuscirò vi farò sapere il tempo impiegato.